Chi sono — La persona dietro l'obiettivo
C'è un momento, in ogni sessione fotografica, in cui tutto si ferma.
Non il tempo quello continua a scorrere. Si fermano le aspettative. I pensieri. Quella voce interiore che dice "non so come stare davanti a una macchina fotografica" o "oggi non mi sento al mio meglio".
Si ferma tutto tranne la luce, il respiro, e qualcosa di vero che emerge.
È per quel momento che faccio questo lavoro.
Da Neive a Lugano, passando per la matematica
Sono nata in Macedonia. A un anno mi sono trasferita con la mia famiglia in Italia, a Neive, un paese delle Langhe, vigne, colline, un cielo che non smetti di guardare. Lì sono cresciuta. Asilo, elementari, medie. Le superiori ad Alba, ragioneria, e i pomeriggi a fare la cameriera per guadagnare qualcosina.
Nel 2016, a diciannove anni, mi sono trasferita a Lugano per studiare Economia Aziendale. Laurea, master in Finanza, e in parallelo il lavoro: prima assistente di matematica all'università, poi insegnante.
Per anni ho pensato che la mia vita sarebbe stata fatta di numeri.
E poi, nel 2020, è arrivata una macchina fotografica compatta.
Ho iniziato per caso — o forse no
Quella compatta era una piccola cosa, comprata quasi per gioco. Ma è stata la fessura da cui è entrata la luce.
Ho imparato da autodidatta. Video, prove, errori, ore passate a guardare come la luce cambiava una stanza. Poi è arrivata una macchina professionale, e con lei l'ossessione di portarmela ovunque andassi. Ogni viaggio era un esercizio per il mio occhio. Ho fatto corsi, ho continuato a sperimentare.
Nel novembre 2023 ho deciso di sposarmi. È lì che ho capito.
Non amo le foto in sé. Amo le emozioni. Amo i volti delle persone quando si dimenticano della macchina. Amo lo sguardo che due si scambiano quando pensano che nessuno stia guardando.
Da quel momento ho voluto fotografare solo questo. Matrimoni. Coppie. Persone vere, in mezzo a momenti veri.
La paura dell'oblio, e una stella
C'è una paura che mi accompagna da sempre: quella di essere dimenticata. Di passare da questo mondo senza lasciare una traccia.
Ci penso, ogni tanto. Penso a quando non ci sarò più.
Ma poi penso alle stelle. A quelle che muoiono nello spazio profondo, lontane anni-luce da noi, e che continuano a brillare nel cielo per secoli. La loro luce viaggia, anche dopo. Continua ad arrivare.
Vorrei essere così. Lasciare una scia.
Forse è anche per questo che amo alla follia l'astrofotografia. Ore al freddo, treppiede piantato nel buio, l'obiettivo puntato verso una luce partita migliaia di anni fa. Una luce che è arrivata fino a me, dopo aver attraversato il vuoto. Quando scatto il cielo, sto fotografando il passato — e contemporaneamente sto fermando un istante che diventerà il mio passato fra un secondo.
Credo, davvero, che avere il superpotere di fermare il tempo sia la cosa più bella di questo mondo.
È il motivo per cui faccio fotografie. È quello che voglio fare per te.
Per questo i ricordi che custodisco non vivono solo dentro uno schermo. Diventano album artigianali, stampe, magazine cartacei. Cose che si tengono in mano. Che si aprono tra vent'anni, quando i bambini chiederanno "chi era quella signora vestita di bianco?"
Le foto, per me, sono stelle morte. Continuano a brillare quando chi le ha vissute non c'è più.
Cosa cerco in ogni scatto
Non mi interessa la perfezione. Mi interessa la verità.
Nelle sessioni di coppia cerco la connessione. Il momento in cui due persone si guardano o si parlano e tu capisci che sono sintonizzate sulle stesse onde. Quel respiro condiviso che non si può fingere — e che non sai mai quando arriverà. Bisogna solo essere lì, pronte.
Nei matrimoni amo l'estetica. I dettagli che diventano segni: niente lasciato al caso, ogni fiore al posto giusto, ogni gesto pensato. E poi i due sposi, dentro una bolla magica di felicità che esiste solo per quel giorno. Il mio compito è renderla visibile.
In entrambi i casi il mio vero lavoro è creare uno spazio sicuro. Un posto dove non devi fingere di essere qualcuno che non sei. Dove puoi piacerti — davvero, non solo per una foto — e ritrovarti in un'immagine che ti fa pensare "sì, questa sono io."
Tre cose che è giusto tu sappia
Sto ancora imparando a chiamarmi fotografa. Per anni ho rimandato l'apertura del profilo Instagram, perché non mi sentivo all'altezza. Adesso l'ho aperto. Continuo a vergognarmi, ogni tanto. Ma so che vale la pena provare.
Lavoro tra il Canton Ticino, Lugano, Bellinzona, Locarno, Mendrisio e il Nord Italia: le Langhe (la mia casa di sempre), la Lombardia, il Lago di Como. In futuro vorrei fare anche sessioni in destinazione, in posti che non ho ancora visto.
E ti rispondo prima ancora che me lo chiedi: sì, ti farò sentire a tuo agio. Anche se pensi di non saper stare davanti a una macchina fotografica. Anzi, soprattutto se lo pensi.
Perché un blog
Ho deciso di aprire questo spazio per raccontare ciò che va oltre le fotografie.
Il dietro le quinte di un matrimonio. La storia di una sessione che è diventata qualcosa di inaspettato. I posti che ho visto viaggiando, le persone che ho incontrato. Le cose che ho imparato — su me stessa, sulla luce, sulla bellezza che si nasconde dove non la cerchi. E ogni tanto, anche le stelle.
Questo blog è per chi ama le immagini ma vuole anche le parole. Per chi sta pensando di prenotare una sessione e vuole capire chi sono prima di incontrarmi.
Per chi, come me, crede che ogni storia meriti di essere raccontata. E di non svanire.
Sono felice che tu sia qui.
Valerija
Cacciatrice di emozioni, non di pose Fotografa di matrimoni e coppie · Lugano, Canton Ticino e Nord Italia Emotions Hunter Photography