Ventimila fotografie nel telefono che non riguardo mai. Ve lo dice una fotografa.
Ho migliaia di fotografie nel telefono e, puntualmente, lo spazio non basta mai. Apro la galleria e trovo ventimila, trentamila fotografie o anche di più. Poi parto per una vacanza e naturalmente ne scatto altre. Non riesco mai a fare una sola fotografia: se chiedo a qualcuno di fotografarmi, gliene faccio fare almeno dieci, perché voglio essere sicura di averne una buona. E naturalmente poi tengo anche tutte le altre.
La cosa divertente è che sono una fotografa e, nonostante questo, faccio esattamente la stessa cosa che fanno tutti. Fotografiamo tutto perché oggi è facilissimo farlo. Abbiamo sempre una macchina fotografica in tasca, possiamo scattare senza pensarci troppo e abbiamo spazio praticamente infinito. Il problema arriva dopo, quando ci ritroviamo con migliaia di fotografie che non guardiamo quasi mai.
Ve lo dico molto onestamente: anche io faccio fatica a riguardarle. Mi sono dovuta quasi imporre di stampare le mie fotografie e, dopo anni, finalmente ho cominciato ad avere degli album. Ho sia quelli più moderni e stampati, sia i vecchi album in cui si inserivano le singole fotografie una per una. Eppure, anche adesso, faccio fatica a tenerli aggiornati. Il backup, quello sì, lo faccio sempre. Ma poi quelle fotografie rimangono lì, archiviate, e raramente torno a guardarle.
Ed è proprio questo che mi ha fatto riflettere sul rapporto che abbiamo oggi con le fotografie.
Il problema non è quante fotografie abbiamo, ma quante ne guardiamo
Viviamo in un’epoca in cui fotografare è diventato quasi automatico. Vediamo qualcosa che ci piace, tiriamo fuori il telefono e scattiamo. Facciamo una fotografia del pranzo, del viaggio, del cane, dei bambini, del tramonto e naturalmente anche di noi stessi. Poi la fotografia finisce insieme alle altre diecimila immagini della galleria e, nella maggior parte dei casi, non la vedremo mai più.
A volte mi capita di mostrare a qualcuno le fotografie delle mie vacanze direttamente dal telefono. Scorro la galleria e penso a quanto mi emozionino quelle immagini, perché io ricordo esattamente dove ero, cosa stavo facendo e perché avevo deciso di scattare proprio quella fotografia. Poi guardo la persona che ho davanti e mi accorgo che quella stessa emozione non arriva. Sullo schermo tutto sembra molto più distante.
Non credo che sia colpa delle fotografie. È proprio il modo in cui le guardiamo che è cambiato. Sul telefono tutto scorre velocemente. Una fotografia arriva, la guardiamo per un secondo e con un movimento del dito siamo già passati alla successiva.
Con una fotografia stampata succede qualcosa di completamente diverso.
Un album fotografico ti costringe a fermarti
Quando prendi in mano un album fotografico non puoi scorrere velocemente cinquanta immagini in pochi secondi. Devi girare una pagina. Poi un’altra. E ogni fotografia rimane davanti ai tuoi occhi per qualche momento in più.
Quando sfoglio un album di quando ero bambina mi succede ancora oggi di ricordare cose che non avrei mai pensato di ricordare. A volte è un ricordo vero e proprio, altre volte è soltanto un’immagine nella mia testa, un frammento di quella giornata, una sensazione. Magari non ricordo cosa fosse successo prima o dopo, ma quella fotografia mi fa tornare esattamente in quel periodo della mia vita.
Ed è questo, secondo me, il vero valore della stampa delle fotografie. Non serve soltanto a conservare un’immagine. Serve a darle un posto.
Una fotografia sul telefono è una delle migliaia che abbiamo. Una fotografia stampata dentro un album diventa parte della nostra storia.
Perché nei miei servizi c’è sempre qualcosa di stampato
È anche per questo motivo che, nei miei servizi fotografici, cerco sempre di inserire qualcosa di fisico. Può essere una selezione di fotografie stampate in formato 10×15, un piccolo album, una rivista o un altro supporto che abbia senso per quel tipo di servizio.
Ricevere soltanto una galleria digitale, per me, non ha lo stesso significato. È sicuramente comoda, è facile da condividere e vi permette di avere tutte le fotografie sempre a disposizione, ma rischia di diventare semplicemente un’altra cartella che si aggiunge alle tante che abbiamo già sul computer o nel cloud.
La stampa invece crea un oggetto che rimane. Poter dire a un ospite, a un amico o a un familiare «guarda, eccole qui» e passargli un album o alcune fotografie è un’esperienza completamente diversa dal porgergli il telefono.
Non importa come e non importa attraverso cosa: almeno una volta all’anno, create un album.
Non serve aspettare un matrimonio per stampare le fotografie
Quando parlo di stampa, molti pensano immediatamente all’album di matrimonio. Ed è sicuramente uno dei momenti in cui ha più senso creare un ricordo fisico, ma non deve essere l’unica occasione.
Potete creare un album delle vacanze, dell’anno appena trascorso, dei bambini, del vostro cane o semplicemente delle fotografie che avete scattato durante gli ultimi mesi. Non deve essere perfetto e non deve essere realizzato da un professionista. Oggi esistono moltissimi servizi che permettono di creare facilmente un album fotografico partendo dalle fotografie del telefono.
L’importante è farlo.
Perché alla fine il problema non è che abbiamo poche fotografie. Ne abbiamo troppe.
Il vero lavoro consiste nel scegliere quelle che meritano di rimanere.
Le fotografie stampate non devono per forza essere un album
L’album è sicuramente il formato più completo, ma non è l’unico modo per dare una forma fisica ai vostri ricordi. Una piccola selezione di dieci o venti fotografie stampate in formato 10×15 può essere già un modo bellissimo per conservare un viaggio o un momento particolare.
Mi piace molto anche l’idea delle fotografie sciolte dentro una scatola. Sono semplici, costano relativamente poco e hanno qualcosa di molto familiare. L’album, invece, ha un’altra funzione: vi obbliga a scegliere. Ed è proprio questo il suo punto di forza. Dovete decidere quali fotografie raccontano davvero quel viaggio, quell’anno o quella giornata.
Un altro formato che amo è la rivista fotografica. È più leggera e generalmente più economica di un album, ma mantiene la stessa sensazione di qualcosa che si può sfogliare. È anche il formato che utilizzo per il Wedding Magazine che includo nei miei servizi di matrimonio di giornata intera.
E poi c’è la fotografia grande da appendere. Non serve riempire una parete con cinquanta fotografie. A volte ne basta una, scelta bene.
Come scegliere le fotografie da stampare
Il mio consiglio è di non chiedervi semplicemente “qual è la fotografia più bella?”. Chiedetevi invece quale fotografia vi fa ricordare qualcosa.
Le due cose non coincidono sempre. La fotografia tecnicamente perfetta può essere bellissima, ma magari non vi dice nulla. Quella leggermente mossa, invece, in cui vostro padre ride o vostro figlio corre verso di voi, potrebbe riportarvi immediatamente a quel momento.
Un metodo che funziona abbastanza bene è guardare tutta la galleria una prima volta senza scegliere nulla. Poi lasciate passare un giorno e riguardatele. A quel punto scegliete quelle che vi vengono spontaneamente in mente.
Di solito sono quelle giuste.
Se stampate, scegliete una buona carta
Se decidete di stampare le vostre fotografie, non scegliete necessariamente la soluzione più economica. Una buona carta fa una differenza enorme, soprattutto se volete conservare le fotografie per molti anni.
Quando possibile, scegliete una carta fotografica di qualità o una stampa fine art, soprattutto per le immagini a cui tenete di più. Per le fotografie quotidiane va benissimo anche una stampa più semplice.
E soprattutto utilizzate i file originali ad alta risoluzione. Non stampate la fotografia che vi siete mandati su WhatsApp. Quella è comoda per condividerla, ma non è la versione che vorrei vedere dentro un album fotografico.
La fotografia digitale è importante. Ma non dovrebbe essere l’unica.
Non sono qui a dire che dobbiamo smettere di fotografare con il telefono. Il digitale è fantastico. Ci permette di fotografare tantissimo, di condividere immediatamente e di conservare migliaia di immagini. E il backup è fondamentale.
Ma avere le fotografie non significa necessariamente vivere le fotografie.
Forse il problema è proprio questo: abbiamo trasformato i nostri ricordi in un archivio enorme e abbiamo dimenticato di guardarli.
Per questo ogni tanto vale la pena fermarsi, scegliere qualche fotografia e stamparla. Non serve aspettare il matrimonio, la nascita di un figlio o un’occasione speciale. Anche le fotografie di una domenica qualunque, di una vacanza semplice o di un anno normale possono diventare importanti con il passare del tempo.
Oggi quella fotografia può sembrarvi una delle tante. Tra vent’anni potrebbe essere una delle pochissime cose che vi permetteranno di tornare esattamente lì.
Qui vi racconto perché vale la pena fare almeno un servizio fotografico ogni anno.
Nei miei servizi trovate sempre anche una parte dedicata alla stampa.
